Questa mattina stavo aspettando un'amica in Piazzale Roma e siccome avevo tempo mi son messa a pensare.
Mi è venuto in mente, non so perchè, di quella volta che ero a Barcelona. Abbiamo avuto in quei giorni una cena
di gala, eravamo tutti tiratissimi e a me veniva da ridere a vedere qualcuna delle colleghe che davvero erano ridicole conciate
com'erano conciate. Altre invece erano strabelle.
Mi ricordo che il nostro grande capo, il numero uno dell'azienda, il ceo, è arrivato tra i primi ed io con lui.
Mi ricordo che faceva un sacco di complimenti a tutte le signore e signorine e mi ricordo anche che a un certo
punto io mi stavo avvicinando da lui e lo guardavo, e continuavo a guardarlo e mi avvicinavo, poi anche lui
ha iniziato a guardare me e ci guardavamo, poi eravamo ad un passo e lui alla fine mi fa:"Erika, ma tu sei miope?"
poi mi pare di ricordarmi di essermi fumata una sigaretta con unos ches parlavas spagnolos e ios non capivos un cassos!
Sono diventata quasi brava. Credo che l'aver fatto la primina mi abbia segnata più del necessario, alla fine dei conti ho sempre dovuto relazionarmi con persone più grandi di me e di coetanei ne ho avuti gran pochi. Questo avere persone più grandi vicine ha fatto si che perdessi un pochino di spontaneità, la mia naturalezza, il mio essere un pochetto bambina, io ragazzina che ho sempre evitato di dire le cose che mi venivano in mente perchè pensavo che davanti a me la persona era più matura e che forse mi avrebbe coglionata se dicevo quello che pensavo in quell'esatto momento. Io non ero precoce di testa, ero precoce nei gesti. Non è che ricopiavo però cercavo solo di essere a livello di quelli più grandi, di adeguarmi ecco. I ripetenti che avevo in classe poi alla fine stavano sempre con me quindi il gap diventava ancora maggiore. Nel momento in cui però entro in confidenza con una persona, poi dicevo, non ho più la paura del giudizio che a un certo punto penso o sei con me o non sei con me e vaffanculo. Nel momento in cui so che chi è con me è con me mi lascio andare e ritrovo quella spontaneità nascosta, un po' di ingenuità e genuinità forse. La mia spontaneità nascosta al mio Capitano non piace sempre...insomma lui non è contento quando nel mentre che incrociamo una cosa sinistra io gli strizzi i coglioni*.
*ovviamente se il Capitano non è a tiro mi tocco la tetta sinistra, si deve essere la sinistra, e scarico per terra.
Io la maturità l'ho fatta bene, l'esame dell'ente l'ho fatto strabene, le medie le ho fatte bene, le elementari le ho fatte male ma sempre per il discorso della primina, i voti elementari erano bene, benissimo, bravissima, i compagni di classe orribili. L'ho già detto, in tutto il mio percorso scolastico ho avuto al massimo un bel sette in condotta. I colloqui di mia madre con i professori erano sempre la solita menata che la figlia di mia madre, che sono io, si impegna poco ma ha tanta memoria ed è discorsiva quindi anche volendo non si riesce a cacciarle un brutto voto, che si capisce quando ha studiato alla vala che va bene e che non va bene che si impegni tanto solo nelle materie di interesse. Ecco...credo di aver riassunto benino i miei 13 anni di scuola (la parentesi di Padova la butto volentieri via invece). Il sette in condotta? il sette in condotta è perchè alle elementari parlavo tanto, zittirmi non si poteva a meno che non mi buttassero fuori dalla classe e quando mi buttavano fuori dalla classe parlavo con le bidelle e quando le bidelle distoglievano lo sguardo andavo fuori a spaccarmi i denti su qualche gradino. Alle medie non solo parlavo tanto ma avevo anche iniziato a passare i compiti alle compagne di classe, passavo italiano, inglese, storia, scienze, educazione artistica, educazione musicale e poi parlavo tanto e anche nelle interrogazioni parlavo tanto quindi poi si lamentavano solo in parte. Alle medie non mi buttavano più fuori dalla classe, iniziarono a darmi le note sul libretto. La mamma firmava e mi diceva se potevo stare zitta e io invece star zitta proprio non potevo. Alle superiori ho avuto l'anno della terza, l'anno dell'amore in cui non parlavo più, solo un anno quello della pienissima adolescemità, quello che a me piaceva lui e il mio cuore sanguinava perchè a lui piaceva un'altra che però non lo cagava, ma neppure di striscio eh, e allora anche il di lui cuore sanguinava e io lo consolavo e soffrivo perchè lui mi parlava di lei e vedeva solo lei. Quell'anno non parlavo a scuola perchè ero troppo in buca, il 7 in condotta della mia terza superiore mi è stato dato principalmente perchè fingevo di prendere appunti e invece facevo diario. La mia smemoranda era alta 30 centimetri e pesava 6 kili. Quell'amore di adolescemità lì un giorno era proprio incazzato, con la sua vita e io ero a tiro, siccome lui è sempre stato un senza coglioni quel giorno per sfogare la sua frustrazione mi ha tirato un pugno. MI ha tirato un pugno in bocca! Io a quel punto ho fatto la cosa sbagliata lo so, ho iniziato a parlare di nuovo e lui...lui ha fatto una cosa ancora più sbagliata di prima, mi ha lasciato un segno, perchè mi ha presa in braccio e mi ha buttata addosso a un cestino di metallo e mi si sono rotti i jeans nuovi e quando sono andata a casa mio padre ha visto che i jeans nuovi erano rotti e ha capito che era successo qualcosa al parchetto perchè io piangevo. Ecco, mio padre ha tirato fuori tutti i suoi coglioni più quelli del ragazzo e invece di tirargli un pugno in bocca (in bocca porca puttana un pugno in bocca) ha telefonato alla sua famiglia, ma prima glielo ha detto a quel ragazzo , gli ha detto "Io adesso telefono ai tuoi che le donne non si toccano". Io lo so che i suoi lo hanno menato quel ragazzo e poi sono successe tante altre cose, ma non le dico che sennò poi salta fuori che parlo troppo. Comunque dopo che ho iniziato a parlare quel giorno io non ho smesso più e quindi il sette in condotta della quarta e della quinta era perchè chiacchieravo, e anche perchè una volta un professore mi ha beccata che scappavo dalla finestra per andare al parco a far manca alla prima ora...
Io & GuY (il mio collega from Bristol to Bristol) come ogni dannato lunedì andiamo a prendere lo spritz da Nico alle Zattere (comunque se passate a Venezia andateci perchè è bello)
Erika: Guy...ma a te piace jek blek
Guy: Jack Black?
Erika: Bleck...
Guy: In che film?
Erika: haig fideliti
Guy: si dice Black
Erika: Sei sicuro che si dice Black? nome colore? tutto black?
Guy: eh si...è Black
Erika: ma sei sicuro sicuro o mi fai fare la figura di merda?
Guy: Black
Tutto perchè io alla mia amica ungherese che imparava l'italiano avevo detto che dire "prego" era sbagliato e che si dice "Plego"...e lei a tutt'oggi dice "PLEGO"
C'è questo Absolvo che in pratica è una community dove registrandosi aggratis uno può sputare fuori i suoi peccati, o segreti, o comunque i cazzi suoi e viene "giudicato" e a sua volta poi questo uno riceve peccati e segreti e cazzi di altri che poi giudica.
Anche nei miei giorni di scazzo cosmico ho sempre inviato dei giudizi a parer mio molto sani, partendo dal presupposto che io lo so che non sono il Dio immortale e senza peccato che uno si figura quando mi manda la confessione cerco sempre di rispondere bene. Penso che se fossi quel Dio immortale comunque sarei un Dio buono perchè alla fine do sempre l'assoluzione ma ci infilo dentro anche un piccolo consiglio, un consiglio un po' ingenuo se vogliamo ma comunque è un consiglio che do via come fosse un tesoro. Mi piace molto mandare i consigli, sono tutti oggettivi e sicuramente a metterli in pratica non si lede a nessuno. La parte che mi riesce male nel sistema è invece quella in qui vengo giudicata io, non tutti sono buoni come me quando inviano i giudizi e neppure sono scrupolosi, anfatti sono qui oggi a dire a quella brutta merda nera che mi ha dato della stronza cinica che la confessione se la dovrebbe leggere bene 1 e che la sua non è per nulla una critica costruttiva2! Stronzo!
C'è questo mio amico Эразм con il quale ho condiviso la cucina di un pub. Tre anni fa una nostra amica comune mi dice che Эразм non aveva un bel periodo e che sarebbe andato in Francia a fare un viaggetto. Io gli ho scritto un sms un giorno di tre anni fa e ho pensato che avrebbe sorriso a leggerlo perchè era da tanto che non mi facevo viva. Mi ricordo che gli ho scritto dall'ufficio e che era pomeriggio. Una mattina alle 5 e un quarto di mattina ricevo un sms da Эразм che mi ringrazia del mio messaggio di quindici giorni prima e dice che non poteva utilizzare il telefonino all'estero e che magari ci si vedeva a breve. Il suo messaggio si chiudeva con un "e tu come stai?". Эразм a tutt'oggi non sa come stavo e come sto. Mi ha mandato l'sms alle 5 e un quarto di mattina, la mia sveglia suona alle 5 e quarantacinque e io ho praticamente perso mezz'ora di sonno. Io a Эразм non è che gli porto rancore, anzi, spero che tutto gli vada bene sempre, l'unica cosa è che devo ancora recuperare quella mezz'ora di sonno. Va da se che non posso ancora perdonarlo.
UPDATE: Comunuqe siete un po' quaquaraqua perchè mi aspettavo che qualcuno mi dicesse "Io lo so come si chiama il tuo amico in italiano..." e invece non me lo ha detto nessuno! Ovvio che non vale guardare su Googe adesso che l'alfabeto celtico lo dovreste sapere tutti!
Lo so che non si possono decidere i genitori. Sarebbe troppo facile, se io potessi scegliere però me la sarei pensata così...
Vorrei aver avuto un padre che profuma di buono, che sapesse fare un buon barbecue, che non si fosse negato e non mi avesse negato un bicchiere di vino, un padre che magari non sia capace di attaccare un chiodo ma che potesse fare tanti buoni dolci.
oppure
Vorrei aver avuto un padre che se gli avessero detto "Io tua figlia la opero ma firmi una carta che se resta paralizzata son cazzi tuoi!" lui sarebbe uscito da quell'ospedale e sbattendo la porta pure. Vorrei che avesse cercato un altro ospedale per un anno e vorrei che poi lo avesse trovato quell'ospedale e vorrei che poi fosse andato a trovare la figlia per tre mesi consecutivi un giorno si e uno no, li in quell'ospedale distante da casa.
oppure
Vorrei aver avuto un padre che mi avesse protetta dalla morte quando ero piccina. Un padre che se fosse morto il mio migliore amico dei nove anni non me lo avrebbe detto subito. Un padre che mi avrebbe preparata per giorni dicendomi che quell'amico stava molto male, così male che io non avrei potuto vederlo. Mai più.
oppure
Vorrei aver avuto un padre vecchi tempi, di quelli che l'adolescenza di una donna non la capirebbero mai. Di quelli che una volta nella vita hanno il coraggio di tirarti un ceffone. Di quelli che poi li guardi negli occhi e sai che quel ceffone ha colpito loro 100 volte più forte di quanto abbia mai colpito te.
oppure
Vorrei aver avuto un padre che a 20 anni la Renault a 30 anni con la Diane verde. Vorrei un padre che a 50 anni si compra il Suv. Perchè? perchè dimostrerebbe che ha il cuore di fanciullo!
oppure
Vorrei aver avuto un padre che si fumava le canne
Vorrei aver avuto un padre che il tuo ragazzo per lui ha sempre le mani lunghe, la barba lunga, i capelli lunghi, troppo bianco, troppo nero, troppo alto, troppo magro...troppo il tuo ragazzo, e l'opinione primaria di questo padre poi sarebbe "salterà fuori che questo tuo ragazzo è gay".
Vorrei aver avuto un padre che avesse il coraggio di piagere davanti a me nel caso avesse avuto paura
Vorrei aver avuto un padre che quando non lo vedi da tre settimane ti manca
Vorrei aver avuto un padre che una volta nella vita sapesse che padre avrei voluto
Ecco, io trovo molto triste il fatto che tutto ciò che mi resta del mio periodo di kick boxer sia il poter uccidere le mosche e le zanzare con un diretto! ...c'è da dire però che ai miei amici questo comunque piace!
16,00 pm - MI telefona il mio collega Bristolino (che non è un collega ma lavora a me vicino): "Prendiamo uno sprtiz? a che ora esci?" dico alle 1730/1740...d'accordo
17,15 pm - Mi telefona il mio collega Bristolino (che non è un collega ma lavora a me vicino): "Sai cosa? avrei da fare un lavoro allora..." lo interrompo, dico che non c'è problema e che lo spritz lo possiamo prendere domani.
17,25 pm - Mi telefona il mio collega Bristolino (che non è un collega ma che lavora a me vicino): "Senti ho pensato che...vaffanculo tutto, ti aspetto da Nico, sono già alle Zattere"...io aspetto dieci minuti e parto a salutare le colleghe...
17,35 pm - La collega è al telefono con una collega fuori ufficio "Si, credo che lui sia già li...se non è ancora arrivato adesso arriverà!" io penso, ripenso...mi vien da ridere saluto e vado via!
17,40 pm - Telefono al collega Bristolino (che non è un collega ma lavora a me vicino): "Ciao sei sempre da Nico vero? e non è che per caso dovevi essere in Riva san Biagio adesso?"
La verità è che mi piace un sacco il ricordo della sega a scuola! Porterò questo segreto nella tomba!
(Titolo - Maroon 5 - Songs about Jane - Secret)