Sto presa come se fosse il film festival, ma non è! Sto presa perchè la stagione è all'inizio e allora è tutto difficoltoso, è difficoltoso come quando vai a correre dopo tanto tempo che non correvi più. E poi c'è il giorno dopo la stagione, come del resto c'è il giorno dopo la corsa. Ti svegli con la testa (o corpo dopo la corsa) che è già in piena attività, tu non ti sei resa conto di nulla ma alla fine quella corsa, quell'inizio di stagione ti hanno già riaccelerato il metabolismo. Ora non sto a raccontarvi quella cosa del che tu sia leone o gazzella corri...però son di corsa ed oggi è strabello!
Forse è stato un errore non finire quel libro ma quando mi è stato consigliato è andata così: A 17 anni nella nostra scuola una volta alla settimana si presentava una sessuologa a fare un intervento di un'ora per aiutarci a crescere con la testa e con il corpo nel modo più giusto diceva la sessuologa, cresciamo mano nella mano ci diceva. Nella mia classe eravamo solo ragazze, la sessuologa quindi non ci parlava mai di temi di rilevanza anche per l'uomo e aveva un sacco di spazi liberi da dedicarci e lì ci faceva raccontare eventi e ci parlava di letture. Una lettura che la sessuologa ci ha detto che era fondamentale era quel libro delle "Donne che corrono coi lupi". Ma torno a pensare alla sessuologa, io da eterosessuale mi sono un pochetto innamorata di lei, era così bella, bionda con dei bellissimi ricci, l'occhio azzurro, il naso un po' importante se vogliamo esser critici a tutti i costi ma a me piaceva anche quello. Ero gelosissima di quella sessuologa, mi ero convinta che avesse una simpatia per me e quando lei si rivolgeva alle mie compagne di classe fra me e me pensavo che il suo non era interesse sincero, pensavo che si rivolgeva a loro perchè era professionale e basta. I miei racconti invece secondo me le interessavano davvero, una volta ci ha fatto compilare un test anonimo, c'erano domande del tipo "hai subito violenze sessuali" - "Hai fantasie erotiche" - "Ti masturbi"...domande così insomma, il test era anonimo ma secondo me lei ha cercato di capire chi ero io contando il numero di test consegnati prima del mio. Poi non ne posso esser certo sicura. Io avevo 17 anni e lei credo una 40ina, ed era bella, e si sapeva truccare e si sapeva vestire e profumava sempre di buono anche dopo la sigaretta. Lei era una donna e io una ragazzina e nella mia testa lei era il tipo di donna che io all'epoca pensai che sarei potuta diventare io a 40 anni. Lei ci raccontò di quel libro che parlava dell'istinto femminile e che dovevamo leggerlo. A me in prima persona una volta quella sessuologa disse "Ma come hai 17 anni e non lo hai ancora letto?" e io all'epoca ero a Emma Bovary e glielo dissi, glielo dissi con innocenza come a dire che stavo già leggendo una cosa in quel periodo. Poi presi il libro e lo iniziai e mi sono resa conto di non capire bene quel libro. L'ho trovato fuori portata insomma, non riuscivo a capire cosa quel libro mi stava dicendo di così importante, la mia sessuologa aveva detto che era importante e io non ci trovavo importanza alcuna, non era possibile. Avviliita alle prime 100 pagine l'ho abbandonato sulla libreria. E' ancora li. Non ce l'ho fatta...
Dopo 12 anni mi rendo conto che una cosa di quel libro mi è rimasta, una cosa presente nelle primissime pagine, lo so perchè non sono andata oltre. Mi è rimasto il concetto del tenere in considerazione l'istinto, la sensazione, quell'impulso primordiale che ti piomba addosso come un treno, soprattutto nei sogni, nell'inconscio, dove sei vulnerabile, dove non hai la difesa della razionalità. L'istinto stesso che ti dice di ascoltare il tuo istinto. Credo che riprenderò in mano quel libro.
Enjoy!
Il mio destino per me oggi ha deciso che io debba avere il naso abbastanza chiuso da trovarmi ad ansimare per tirar fiato, boccheggo come il pesce rosso suicida fuori dalla boccia. Lo stesso destino ha deciso che ho abbastanza naso libero per sniffarmi gli odori conseguenti ai primi caldi primaverili. Grazie.
Il mio destino sempre per me e sempre per oggi (spero) ha deciso che devo piangere, da stamane mi fa incrociare con cose non brutte, anzi con alcune cose belle ma molto molto commoventi. Il mio destino il top del top lo ha raggiunto questa mattina tardi, io avevo scritto una mail di sollecito a un fornitore, la risposta del mio fornitore è come segue:
Hello Erika,
I'm sorry I've taken this long to answer your query, but my mum just passed away and I was so out of touch with everything. Today is my first day back at work after 2 weeks..
Minchia, ho il macigno sul cuore!
E’ il mio periodo più felice per il blog, da un mese a questa parte vivo un periodo felice con lui. Ho voglia di scrivere e tanta voglia di commentare in giro. Il tempo spesso mi manca ma non troppo, non ancora almeno. E’ il non ancora che mi è interessante, io lo so che il mio periodo è un periodo felice col Blog perché so che sono agli sgoccioli che la stagione avanza e le barche, alcune barche, sono già belle che ormeggiate. Ho riletto qualche tempo fa un mio post di luglio, posso dire il post di luglio perché è stato l’unico e avevo le lacrime agli occhi mentre leggevo tantissimi commenti a quello stupido post, commenti senza risposte, amici che mi cercavano, amici che mi salutavano e amici e basta. E’ un po’ come quando uno si prepara a un viaggio e i giorni pre partenza sono sempre carichi, pregni di cose da fare e pure di voglia di farle. Ho la sindrome da pre partenza dal blog.
Pensavo a quanto mi mancheranno le public relations, a quanto mi mancheranno i miei giri mattutini a quanto mi mancheranno le persone dietro al monitor che riesco ad immaginare e anche quelle che proprio non ci riesco. La verità è che poi però non è vero che queste cose mi mancheranno, la mancanza è un pensiero che ho oggi per paura del distacco ma di fatto poi, quando sto nella merda sino al collo per 14 ore al giorno sono altre le cose che i mancano. Di fatto poi mi manca il poter fare la spesa al supermercato, mi manca poter andare ad una grigliata serale, mi manca potermi andare a comprare un paio di scarpe…di fatto mi manca uscire a prendere un aperitivo, mi manca andare a trovare il cane dai miei e mi mancano gli amici. In questo periodo non penso mai alle cose che mi mancheranno tra un pochetto, in questo periodo penso sempre e solo a quanto mi mancherà il mio blog e i bloggers. Il miglior modo di scacciare un chiodo è usare un altro chiodo.
Da anni in ufficio utilizziamo skype come strumento di lavoro. Da anni subisco quindi l'atteggiamento di una mia collega che si ostina a chiamarlo skaipi. La pronuncia corretta è skaip, non c'è motivo, si chiama skaip e basta. Sembra lo faccia apposta, che lei mi provochi intendo. Ogni volta che sono a portata di orecchio la sento dire "Mi trovi in skaipi" e io che non riesco a stare a zitta le faccio il verso "Mi trovi in skaip?" oppure "Il mio nick su skaipi è...!" e io "il tuo nick su skaipppp è...!" fastidiosetta vero? e lo dice anche agli informatici "Mi si è inchiodato skaipi" e loro..."Skaip?" ecco.
Scorsa settimana devo aver avuto proprio una brutta giornata e l'ho affrontata...mi sono proprio detta, le devo parlare! Allora la guardo mentre ci fumiamo la sigaretta e con pazienza le dico "Guarda che non fai bella figura sa, voglio dire...si dice skaip, non skaipi" lei mi fissa con l'occhio bovino e io proseguo "Davvero, immagina anche ad altre parole così, tipo type (nda. che si pronuncia taip) ...lo pronunci taip, non taipi...taipi non vuol dire un cazzo!" lei mi guarda, mi annuisce e poi mi fa "Eh infatti guarda che skaipi è una parola inventata!"
ciao!
Ho una giornata di merda, non c'è un cazzo da fare. Mi son sforzata di far finta di nulla ma niente, non riesco, continuo ad essere accigliata!
- arrivata bolletta della luce in arrivo gas
- nuova collega cerca di pararsi il culo e da la colpa a me dei suoi errori
- mi sono vestita poco e non c'è sole
- fornitore brutto e cattivo che spacca il cazzo
- credo che lavorerò sabato e forse anche domenica
- hanno cambiato gli orari degli autobus senza preavviso
- ho difficoltà con splinder, wordpress e iobloggo
- ho difficoltà
La cosa bella è che come al solito tra cinque giorni avrò le stesse rogne o anche peggio solo che non ci farò caso! Ad maiora!
questo è il mio post di ieri tradotto amorevolmente, ma in modo automatico, dal mio motore di ricerca preferito: