Lei è stata la prima volta che ho preso un profumo da donna, me lo ricordo ancora anche se non l'ho mai più comprato, era Laura di Laura Biagiotti. Alla mattina ci si vedeva quasi sempre fuori dal portone della scuola, c'erano i paletti di legno e io mi ci sedevo sopra con le gambe aperte, come fosse un cavalluccio il paletto, mi dovevo sempre mettere con la schiena curva in modo che fosse l'osso sacro a poggiare altrimenti avrei sentito il malediddio. Ero sempre io ad aspettarla perchè lei arrivava da vicino, con la bicicletta o a piedi, io invece col pulmetto arrivavo sempre alla stessa ora.
Dico che ci trovavamo quasi sempre fuori perchè a volte lei non aveva fatto i compiti, allora in quei pochi casi, entrava prima di me e la trovavo sul suo banchetto che ricopiava i compiti della Marisa. La Marisa era una quasi più brava di me, lei aveva il 9 in condotta e il 6 in inglese io avevo il 9 in inglese e il 7 in condotta. Mentre lei copiava i compiti della Marisa io di solito andavo alle macchinette o, se avevo una bella giornata mi sedevo sul banco e chiacchieravo con le altre. Se avevo la giornata di merda era facile che non salutassi nessuno, neppure lei. Quando avevo le giornate di merda buttavo la testa di lato sul banchetto come fanno i gatti che stanno male, e basta.
Una mattina che la aspettavo sui paletti mi sono accorta che c'era il suo ex fuori dal cancello con un'altra della nostra scuola, allora ho pensato "oggi le verrà una di quelle giornate di merda che più merda non si può" infatti poi è arrivata, lui l'ha vista, lei lo ha visto, la ragazza a scuola con noi l'ha vista, io li ho visti...insomma questo ex della mia amica prende e inizia a strizzare la ragazza, il bacio più innaturale che abbia mai visto. A quel punto io ho pensato "Avrà una giornata così di merda che si metterà pure a piangere" e ne ero sicura eh, sicura come la morte.
Invece no, lei non si è poi messa a piangere, a dirla tutta non mi pareva neppure avesse sta gran giornata di merda. Ha parcheggiato la bicicletta, si è accesa una sigaretta, mi ha sorriso con i suoi occhi superblu. Le ho detto "Baby...vuoi che ne parliamo in bagno senza che ci facciam vedere dalle altre?" e lei no, mi scuote la testa, fa un tiro, butta fuori il fumo e mi dice così "Oh...guarda che io son la Baby! lui non può stare senza di me, sono la Baby, io sono il suo amore" ed è stata convincente, è stata così convincente che io non le ho chiesto più nulla . Dopo la terza superiore io la Baby non l'avevo più vista, ha mollato la scuola proprio alla fine della terza. Mi è mancata, è stata un amicizia importante e tanto breve quanto forte, sono stata quindi felicissima di vederla in Piazza Ferretto a Mestre, qualche mese fa. Sono anche stata felice di capire che quello che aveva detto a me quel giorno poi lo deve aver detto anche a lui che stavano camminando assieme...
Stavo quasi dimenticando che qui c'è una cosa che io trovo carinissima!
Io avevo lasciato il mio contributo di qua...son cose belle!
Ieri dopo che ho fatto cose e visto gente avevo bisogno di scaricare adrenalina, o di sudare. Ho cercato nell'armadio delle cosine vecchie una maglia da sudarci dentro. La magia! ho trovato una canottierina che ho preso quanddo avevo 23 anni (due giorni fa insomma), quella canottierina me la ricordavo bene bene in primis perchè l'ho pagata l'iradiddio (non dico quanto che mi vergogno) che è una canottierina di Nadia Fassi e poi perchè in quella canottierina sopravvive un ricordo. La canottierina dicevo è tutta nera con i buchetti e c'è disegnato sopra un puma fucsia, c'è anche una scritta fucsia che dice "I love black". La magia e il ricordo: Io a 23 anni sono andata in vacanza d'estate e nel mio stesso albergo c'era un gran signore di 78 anni. Questo gran signore mi chiedeva spesso di sedermi in braccio a lui, cosa che io non ho mai fatto perchè avevo paura che facesse un colpo. Un giorno stavo per uscire dall'albergo e andavo a correre con quella canottierina, il gran signore mi vede e mi dice "I love black!...insomma ti piacciono neri?!" io mezza interdetta e mezza no gli dico " No guardi credo voglia dire che mi piace il nero..." tranquillo e beato mi interrompe "Si vabbeh...uno alla volta ok lo capisco!"...Ehilaaaaa!
Questa mattina varcato il portone in direzione fermata del bus ero particolarmente sveglia, notavo tutte le cose che avevo intorno. Questo credo sia dovuto al mio cocktail mattutino a base di 2 apropos, 1 aspirina c, 1 moment act e pure 1 imodium...ho passato al notte dannatamente in bianco. Tornando al di fuori del portone di casa mia, ho notato due cose...la prima è che il cane del vicino ieri sera deve aver mangiato al messicano, la seconda...una scritta su un pilone che diceva così: "Nicola sei una puttana zoccola e non ti lavi! Lo dico a tua mamma che la dai a tutti", sono ragazzate lo so, che nel mio quartiere di crescita adolescenziale ho anche io delle scritte che mi hanno resa famosa per un po', comunque io pensavo a sta Nicola.
Nicola è il nome del mio Capitano (e pure di quello di tutte le altre) ed è pure il nome del sento di beri, insomma a me Nicola pare proprio un nome da maschio, in Italia, io l'ho sempre pensata così. Lascio perdere i nomi dei figli dei calciatori e degli attori e delle pop star e lascio anche perdere i nomi dei figli di alcuni veneziani (geiar scritto geiar e gregoripec scritto gregoripec e ovviamente anche le varie noemi) e mi concentro sulla "normalità". Per tutto il viaggio in bus ho pensato a che nome darei ai miei figli se avessi dei figli.
Penso che Francesco è un bel nome, troppo gettonato però, conosco un sacco di Francesco, idem per Chiara e si, ho fatto proprio quella associazione di idee li, quella dei santi. Francesca non mi piace.
Michele...no michele no, poi me lo chiamerebbero MIki come il topo...Michele mi piace, la sua abbreviazione no.
Massimiliano, credo sia un nome bellissimo ma il piccolo in prima elementare con questo nome qui e il cognome del Capitano (che io sto pensando che sarà lui il padre dei miei figli) beh meglio di no.
Angelo & Angela, adoro entrambi i nomi, solo che adesso sto leggendo un libro di Pennac e c'è questo "E'unangelo" e insomma non lo so, poi magari butto fuori un figlio del demonio, son quei nomi che prima di darlo a tuo figlio lo devi guardare bene negli occhi. Angela invece è strabello ma è il nome di un'amica zoccola.
Simone è bello, Simona non mi piace...Simone però è un mio ex allora no, non potrei, sarebbe come se il capitano chiamasse sua figlia Michela (piuttosto Chanel voglio dire)! Poi, non so nel resto del mondo ma a Venezia Simona e Simone vengono scomposti in Si -mona & Si- mone, il sound non è bello!
Lorenzo...Lorenzo mi fa sognare, Un figlio di nome Lorenzo secondo me dovrebbe nascere in Agosto. Lo tengo li Lorenzo. Lorenza invece non mi piace!
Cristiano mi piace come musicalità del nome ma non mi piace per nulla il suo significato.
Questo è quello che pensavo nel bus, e poi mi si è interrotto il pensiero, l'ho cambiato e ho smesso di preoccuparmi dei nomi per un figlio che ancora non solo non ho ma non ho ancora immaginato. E lo so che sono brava a dare i nomi giusti se mi impegno e alla fine lo so anche che nome darei ai miei figli...Filippo & Emma, il maschio è il nome che finisce per "o", la femmina il nome che finisce per "a".
Penso inoltre, sempre nel bus, che chi da dei nomi idioti ai figli sia profondamente stronzo!
Ho tolto le treccine, le mie meravigliose lunghissime falsissime treccine. Non ieri, le ho tolte scorsa settimana solo che ci ho messo un bel po' a fare questo outing.
Mi ha preso male, la situazione dico, mi ha preso male. Mi sono sentita come Sansone (era Sansone vero che gli tagliavano i capelli?) mi sono sentita debole e fragile senza quei tre kili e mezzo di capelli.
Dicono che quando una donna cambia delle cose nella sua vita il primo segnale sono i capelli...io non volevo cambiare nulla, ero felice, si sono semplicemente rovinate e adesso me ne vado in giro vulnerabile con il mio piccolo caschetto...E' sta una forzatura, non ero pronta a mollare il malloppo e forse è stato anche il segnale che quel viaggio è definitivamente andato, non ho più prove addosso ho solo il ricordo.
Ne ho comunque conservate un po', una decina credo, le ho messe nella scatola dei ricordi assieme ai biglietti della mia prima fiera cavalli, ai biglietti di san siro, ai biglietti di maranello ai biglietti della metro londinese, ai biglietti del ristorante di Barcelona, ai biglietti di auguri che ricevo ai compleanni. Li ho messi assieme a ritagli di giornale a album di figurine di Creamy a foto del mio fidanzatino di quando avevo 8 anni, foto rubate, foto che ho fatto di nascosto perchè io lo sapevo che lui era il mio fidanzatino ma io a lui mica gliel'ho mai detto. Le ho messe nella scatola assieme agli uncini vecchi, le ho messe in una scatola dove ci sono pacchetti di sigarette vuoti, accendini scarichi non ricaricabili, tacchi di scarpe e caramelle scadute.
Ci penso mentre mi faccio scoppiare il cuore e mi faccio esplodere i quadricipiti per autocombustione. Ci penso mentre sfreccio con la dannata bici per le laterali della miranese. Ci penso mentre le spalle gridano "Aiuto" sotto al peso del mio busto. Ho cambiato vita. Ho cambiato sport e ho cambiato vita. Anzi ho cambiato vita e quindi ho cambiato sports. Il passaggio? troppo facile ma decisivo. Da uno sport in cui stai vestita davanti a centinaia di persone fasciata in un body ...passo in velocità ad uno sport dove si sta fasciate in un pesantissimo kimono blu, ma non solo! Le protezioni che indossi sono perennemente umide e sudaticcie, il tuo bacino per essere in posizione corretta è verso la pancia. Va da se che in posizione di guardia una donna non ha più il culo. Va da se che in palestra una donna non ha le tette e soprattutto non ha paura che gliele colpiscano. In una seria palestra di kick le differenze sessuali sono completamente eliminate, non esistono. In una seria palestra di ballo le differenze sessuali sono portate all'estremo. Mentre mi bruciano i polmoni penso a queste cose e penso che mi voglio bene. Penso che ho perso delle persone per la mia rigidità di carattere, penso che a volte nella mia vita avrei potuto mettermi un sorriso in faccia o fare un po' la bionda. Penso che non l'ho fatto e soffro per quelli che ho perso. Penso che quelli che ho perso li ho persi perchè io avevo un interesse di tipo kick nei loro confronti. Loro avevano un interesse di tipo ballo nei miei. Poi penso che se adesso mi dicessero fai la prima cosa che ti viene in mente, io non mi metterei a ballare, mi metterei a tirar calci a uncino. Penso che alla fine ho fatto bene.
Lei e il suo grande ego camminano per la strada, non passeggiano, è quasi una marcia militare...ego scandisce i passi e chi li incrocia sul marciapiede si sposta. Lei stringe i denti e indurisce lo sguardo. Lei lo sente il suo ego, in ogni momento, ogni volta che il suo capo evita di riprenderla lei sa che è perchè il colosso che ha sopra le spalle le fa da scudo. Il capo la guarda, sta per dire qualcosa, poi si ferma ed esce dall'ufficio. Peccato perchè lei era pronta a mangiarselo vivo quel capo, mica per un motivo particolare...se lo sarebbe mangiato perchè sapeva di poterlo fare e basta.
Ego è con lei mentre fa le pulizie, mentre è nell'autobus, mentre fa la doccia...sempre con lei, la presenza che non è più oscura da anni, la presenza che alle superiori le ha fatto umiliare compagne di classe e compagni di classe per non essere sopraffatto, per essere sempre più grosso. Il suo ego...il suo ego è un maschio. Il suo ego che lei cerca tanto di distruggere e che ha paura di distruggere, quello che le fa stringere la mascella ai complimenti, quello che le mette una scopa nel culo se viene abbracciata, quello che non le permette di chiudere gli occhi certe notti. Il suo ego che a chi si fosse permesso di dire "sei stupida?" lo avrebbe fatto sanguinare da tutti gli orifizi, il suo ego che a chi si fosse permesso di fischiarle per strada gli avrebbe tagliato l'uccello.
Lei ama il suo ego, lo ha costruito lei ma come tutti i rapporti che non funzionano bene bisogna chiudere. Mezzucci alternativi, lei oggi indossa una minigonna, lui è molto arrabbiato con lei.
Un mio amico mi raccontava che quando è stato negli USA le sue amiche americane femministe gli hanno fatto il culo quadrato (spero fosse una metafora in cuor mio). Il mio amico è quel tipo di uomo che quando c'è da varcare una porta si ferma e ti fa passare, a te donna! Il mio amico è uno di quegli amici che se vede che hai una borsa ti porta la borsa, sempre a te donna. Questo mio amico negli USA è stato accusato di maschilismo dalle sue amiche femministe mi dice.
Adesso, io credo questa sia una valanga di cazzate! Ma ti pare che se sono all'aeroporto (come sono stata all'aeroporto) con un borsone da tennis che pesa 20 kg (lo so perchè è stato pesato dalla hostess) senza ruote, senza tracolla...ma ti pare che non abuso del primo maschio che mi passa a fianco? ehssu?! Il mio capo pesa due Capitane per dire (quasi tre) il mio collega anconese è alto due Capitane.!Ma ti pare che non mi faccio portare il borsone? ma ti pare che prossimo viaggio poi non mi procuro un trolley? Ti pare che mi senta il sesso debole se uno mi fa decidere dove sedermi al ristorante? ti pare che vada in crisi di nervi se uno mi pigia il piano dell'ascensore? ma son cazzate fatemi il piacere.
Io son felice di esser donna, e direi che è un concetto fondamentale! se devo esser sincera sono felice anche che un uomo si renda conto che io sia donna. Questo non fa di me una maschilista ne son sicura. Il fatto che un uomo si renda conto che io sia donna non comporta che l'uomo mi sottovaluti (perchè mi porta un borsone ehssu!!!)...anzi, qualcuno vi dirò questa Capitana la teme, proprio perchè donna!
Capitana: Ma tu non dai mai i bacini a Gennaro?
(Gennaro è il nostro gatto)
Capitano: Si...come no? guarda
e lancia un bacio nell'aria più che al gatto
Capitana: Non lo baci...quello non è un bacino, il bacino è questo
abbraccio il gatto e gli struscio la guancia sulla sua
Capitano: senti mi fa schifo è un maschio!