C'è questo Absolvo che in pratica è una community dove registrandosi aggratis uno può sputare fuori i suoi peccati, o segreti, o comunque i cazzi suoi e viene "giudicato" e a sua volta poi questo uno riceve peccati e segreti e cazzi di altri che poi giudica.
Anche nei miei giorni di scazzo cosmico ho sempre inviato dei giudizi a parer mio molto sani, partendo dal presupposto che io lo so che non sono il Dio immortale e senza peccato che uno si figura quando mi manda la confessione cerco sempre di rispondere bene. Penso che se fossi quel Dio immortale comunque sarei un Dio buono perchè alla fine do sempre l'assoluzione ma ci infilo dentro anche un piccolo consiglio, un consiglio un po' ingenuo se vogliamo ma comunque è un consiglio che do via come fosse un tesoro. Mi piace molto mandare i consigli, sono tutti oggettivi e sicuramente a metterli in pratica non si lede a nessuno. La parte che mi riesce male nel sistema è invece quella in qui vengo giudicata io, non tutti sono buoni come me quando inviano i giudizi e neppure sono scrupolosi, anfatti sono qui oggi a dire a quella brutta merda nera che mi ha dato della stronza cinica che la confessione se la dovrebbe leggere bene 1 e che la sua non è per nulla una critica costruttiva2! Stronzo!
Cena in cucina con le tovagliette nuove regalateci da Coca Cola, Il Capitano si mette a fissare un oggetto in lontananza
CAPITANO: Ma il pendolo? basta? si è fermato? è morto?
CAPITANA: Si, si è fermato
CAPITANO: Vatti a fidare te delle antichitèèèè
CAPITANA: Sei sempre il solito minchione supponente...adesso ragiona bene. Tu ti fidi ciecamente della tua sveglia elettronica ipertecnologica, ma pensa te che la tua sveglia l'ora esatta non la da...
CAPITANO: ...
CAPITANA: Si perchè tu magari non ti rendi conto ma la tua sveglia è avanti di 7 minuti, il che vuol dire che l'ora esatta non l'ha mai nemmeno sognata...il pendolo invece, il vecchio pendolo lui anche se non funzionante per almeno un minuto al giorno...lui l'ora esatta la segna. Lui, il Pendolo, L'antichitèèèè
CAPITANO: ...
CAPITANA: Di la verità...mi ami perchè sono intelligente?!
CAPITANO: Beh non vedo altri motivi!
CAPITANA:...
CAPITANO:...
pappara pappapappara para pa para
C'è questo mio amico Эразм con il quale ho condiviso la cucina di un pub. Tre anni fa una nostra amica comune mi dice che Эразм non aveva un bel periodo e che sarebbe andato in Francia a fare un viaggetto. Io gli ho scritto un sms un giorno di tre anni fa e ho pensato che avrebbe sorriso a leggerlo perchè era da tanto che non mi facevo viva. Mi ricordo che gli ho scritto dall'ufficio e che era pomeriggio. Una mattina alle 5 e un quarto di mattina ricevo un sms da Эразм che mi ringrazia del mio messaggio di quindici giorni prima e dice che non poteva utilizzare il telefonino all'estero e che magari ci si vedeva a breve. Il suo messaggio si chiudeva con un "e tu come stai?". Эразм a tutt'oggi non sa come stavo e come sto. Mi ha mandato l'sms alle 5 e un quarto di mattina, la mia sveglia suona alle 5 e quarantacinque e io ho praticamente perso mezz'ora di sonno. Io a Эразм non è che gli porto rancore, anzi, spero che tutto gli vada bene sempre, l'unica cosa è che devo ancora recuperare quella mezz'ora di sonno. Va da se che non posso ancora perdonarlo.
UPDATE: Comunuqe siete un po' quaquaraqua perchè mi aspettavo che qualcuno mi dicesse "Io lo so come si chiama il tuo amico in italiano..." e invece non me lo ha detto nessuno! Ovvio che non vale guardare su Googe adesso che l'alfabeto celtico lo dovreste sapere tutti!
Ci penso mentre mi faccio scoppiare il cuore e mi faccio esplodere i quadricipiti per autocombustione. Ci penso mentre sfreccio con la dannata bici per le laterali della miranese. Ci penso mentre le spalle gridano "Aiuto" sotto al peso del mio busto. Ho cambiato vita. Ho cambiato sport e ho cambiato vita. Anzi ho cambiato vita e quindi ho cambiato sports. Il passaggio? troppo facile ma decisivo. Da uno sport in cui stai vestita davanti a centinaia di persone fasciata in un body ...passo in velocità ad uno sport dove si sta fasciate in un pesantissimo kimono blu, ma non solo! Le protezioni che indossi sono perennemente umide e sudaticcie, il tuo bacino per essere in posizione corretta è verso la pancia. Va da se che in posizione di guardia una donna non ha più il culo. Va da se che in palestra una donna non ha le tette e soprattutto non ha paura che gliele colpiscano. In una seria palestra di kick le differenze sessuali sono completamente eliminate, non esistono. In una seria palestra di ballo le differenze sessuali sono portate all'estremo. Mentre mi bruciano i polmoni penso a queste cose e penso che mi voglio bene. Penso che ho perso delle persone per la mia rigidità di carattere, penso che a volte nella mia vita avrei potuto mettermi un sorriso in faccia o fare un po' la bionda. Penso che non l'ho fatto e soffro per quelli che ho perso. Penso che quelli che ho perso li ho persi perchè io avevo un interesse di tipo kick nei loro confronti. Loro avevano un interesse di tipo ballo nei miei. Poi penso che se adesso mi dicessero fai la prima cosa che ti viene in mente, io non mi metterei a ballare, mi metterei a tirar calci a uncino. Penso che alla fine ho fatto bene.
Ieri sera mi è successa una cosa.
Quando mi è successa la cosa ho notato che ho iniziato a camminare velocissimamente, che il cuore correva il doppio delle mie gambe e che le mani mi hanno iniziato a tremare tantissimo. Le mani tremavano così forte che per prendere il telefono l'ho quasi fatto cadere. Volevo sentire le voci, soprattutto la mia ma anche la voce di una amica. Dovevo calmarmi e dovevo capire se esisteva ancora il tutto. Questa cosa che mi è successa lo devo ammettere che mi ha ridotta molto male per i primi 10 minuti. Chiamata la mia amica ho iniziato a calmarmi, prima la voce, il respiro il cuore, le mani per ultime. Arrivata a casa ho bevuto acqua, ho bevuto acqua come se fosse stata vodka, la sorseggiavo piano. Poi sono uscita a fare le spese col Capitano, invece di prendere le due cazzate per cena ho pensato che volevo mangiare bene e che volevo cucinare bene. Ho preso le zucchine più piccole che ho trovato, ho preso i gamberetti (secondo me erano stati scongelati), poi ho preso del gorgonzola fresco dal banco dei freschi, non quello del banco frigo pronto, voglio dire che me lo ha tagliato la ragazza al momento, e lo stesso il brie e lo stesso una fetta di speck grossa. Poi arrivati a casa ho messo su l'acqua per la pasta, ho chiesto al Capitano di aprireuna bottiglia di vino di quelle vecchie era un sauvignon del 2004 e lo avevo pagato tanto mi ricordo. Abbiamo bevuto un bicchiere assieme e poi ho fatto i sughi, per me zucchine e gamberetti e per lui i due formaggi con lo speck. Ne ho fatti due perchè volevo fare un piatto bis alla fine. Sapevo che volevo magiare le cose di mare e quelle di montagna, poi sapevo anche che volevo mangiare sia un primo sia un secondo ma alla fine non ho fatto il secondo. Abbiamo mangiato sorseggiando il vino piano e ogni tanto io dicevo al Capitano "Ma ti pare che possano ancora succedere ste cose?" e lui mi guardava e mi annuiva. Ero talmente presa da quella cosa che è successa che ho lavato subito i piatti dopo mangiato. Che è una cosa che non faccio mai quella di lavare i piatti, li lavo il giorno dopo o li lava il Capitano, comunque ero tanto carica da lavare i piatti. Poi ho fatto una doccia con calma e bella pulita mi sono messa in divano a pensare a quella cosa che è successa ma che poi non è mica successa. La cosa che mi è successa non mi è successa davvero è una cosa che sarebbe potuta succedere. Il fatto che non sia successa mi ha fatto chiamare una mia amica che adesso sa quanto è importante per me. MI ha fatto trovare energie per preparare due primi, energia che apparentemente non ho mai. MI ha fatto trovare un nuovo rispetto del mio palato e di tutti i miei sensi. Ringrazio la cosa che è successa di non essere successa del tutto.
Traffico miranese, sono sulle strisce pedonali che aspetto di attraversare lo stradone, un furgone va dritto ma la macchina dietro al furgone si ferma, attraverso mezza strada, il furgone alla mia destra mi blocca la visuale dell'altro lato delle strisce, inizio ad avvicinarmi all'altro lato piano e vedo che la macchina mi vede e si ferma, faccio per passare e sento trombe di auto che suonano, non faccio in tempo a vedere a cosa suonano perchè una moto mi inchioda davanti, così davanti che per poco non mi inchioda sopra.
Questa mattina ero sul solito autobus, dovevo scendere alla solita rampa di accesso alla zona porto. Questa mattina c'era la pioggia e l'autista continuava a frenare male, si perchè quando c'è la pioggia tutti disimparano di colpo a guidare. Davanti alla porta un ragazzo alto, io dico che avrà avuto 35/37 anni, vestito da lavoro di ufficio informale. Io suono il campanello, che non è più un campanello perchè non suona però insomma si schiaccia il bottoncino e si illumina la richiesta di fermata, e il ragazzo capisce che devo scendere. Fa per farmi passare, io mi muovo e in quel momento l'autista frena male. Il ragazzo a quel punto fa una cosa che mi colpisce, mi colpisce nel senso che mi tocca. Ma mi tocca fisicamente dico, mi appoggia la mano sinistra sul torace, mi tocca le costolette lo sento, è appena sotto al seno con la mano e mi sostiene. Mi rendo conto in quel secondo che io non sono attaccata e lui invece si, con la mano destra. Mi sta tenendo in piedi e con quel gesto inequivocabile di "Appoggiati pure, ti tengo io, stai tranquilla" insomma, questa cosa che ha fatto questo ragazzo, mi ha colpita davvero tanto, sembrava un principe con la sua principessa sconosciuta, è stato molto buono, molto cavalleresco, molto dolce. E' stato così dolce che prima di ringraziarlo mi sono messa la mano in tasca per vedere se avevo ancora i telefonini.
Lo so che non si possono decidere i genitori. Sarebbe troppo facile, se io potessi scegliere però me la sarei pensata così...
Vorrei aver avuto un padre che profuma di buono, che sapesse fare un buon barbecue, che non si fosse negato e non mi avesse negato un bicchiere di vino, un padre che magari non sia capace di attaccare un chiodo ma che potesse fare tanti buoni dolci.
oppure
Vorrei aver avuto un padre che se gli avessero detto "Io tua figlia la opero ma firmi una carta che se resta paralizzata son cazzi tuoi!" lui sarebbe uscito da quell'ospedale e sbattendo la porta pure. Vorrei che avesse cercato un altro ospedale per un anno e vorrei che poi lo avesse trovato quell'ospedale e vorrei che poi fosse andato a trovare la figlia per tre mesi consecutivi un giorno si e uno no, li in quell'ospedale distante da casa.
oppure
Vorrei aver avuto un padre che mi avesse protetta dalla morte quando ero piccina. Un padre che se fosse morto il mio migliore amico dei nove anni non me lo avrebbe detto subito. Un padre che mi avrebbe preparata per giorni dicendomi che quell'amico stava molto male, così male che io non avrei potuto vederlo. Mai più.
oppure
Vorrei aver avuto un padre vecchi tempi, di quelli che l'adolescenza di una donna non la capirebbero mai. Di quelli che una volta nella vita hanno il coraggio di tirarti un ceffone. Di quelli che poi li guardi negli occhi e sai che quel ceffone ha colpito loro 100 volte più forte di quanto abbia mai colpito te.
oppure
Vorrei aver avuto un padre che a 20 anni la Renault a 30 anni con la Diane verde. Vorrei un padre che a 50 anni si compra il Suv. Perchè? perchè dimostrerebbe che ha il cuore di fanciullo!
oppure
Vorrei aver avuto un padre che si fumava le canne
Vorrei aver avuto un padre che il tuo ragazzo per lui ha sempre le mani lunghe, la barba lunga, i capelli lunghi, troppo bianco, troppo nero, troppo alto, troppo magro...troppo il tuo ragazzo, e l'opinione primaria di questo padre poi sarebbe "salterà fuori che questo tuo ragazzo è gay".
Vorrei aver avuto un padre che avesse il coraggio di piagere davanti a me nel caso avesse avuto paura
Vorrei aver avuto un padre che quando non lo vedi da tre settimane ti manca
Vorrei aver avuto un padre che una volta nella vita sapesse che padre avrei voluto
L'ultimo giorno che stavamo a Bangkok abbiamo deciso di visitare un mercato locale, non un mercato turistico, un mercato con i Thai veri, con vestiti di taglia Thai, con cibo non turistico. C'erano una cosa come 35000 bancarelle, siamo arrivati di buon mattino e c'era già un odore acre di fritto con l'olio andato a male, di seppia secca da mesi e di tombino. Scarafaggi quel giorno non ne ho visti ma credo fosse solo perchè era giorno. In quel mercato ho fatto l'acquisto più bello del mio periodo lì, ho preso i due quadri coi gatti. Nonostante i 40 gradi che all'interno si percepivano come 60 è stato uno dei giorni più belli in assoluto. L' altra ragazza che viaggiava con noi aveva fame, non mangiava da due giorni, a parte le colazioni a base di frutta e voleva mangiare. Siamo usciti dal mercato, abbiamo preso un tuk tuk e abbiamo chiesto di portarci al più vicino mac donald. Il ragazzo alla guida è partito subito, poi ha iniziato a dirci che al mac donald il cibo era male e che lui aveva gli amici col ristorante che si mangiava tanto bene, che i suoi amici il ristorante lo avevano anche più vicino del mac donald e che avremmo pagato meno anche la corsa in tuk tuk. Il suo amico aveva un buon ristorante di pesce. La nostra amica aveva bisogno di mangiare da mac donald. Tutti e quattro abbiamo iniziato a preoccuparci, sapevamo come si stavano mettendo le cose, sapevamo che lui ci avrebbe portato davanti al ristorante dell'amico, sapevamo che l'amico ci avrebbe trascinati dentro e sapevamo che saremmo scappati fuori e che avremmo dovuto cercare un altro tuk tuk. Io ero stanca, la mia amica aveva la debolezza addosso. Il Capitano era rassegnato. L'altro ragazzo, il nostro amico era scocciato. In quel momento, guardando negli occhi della mia amica mi sono tuffata in un ricordo. Non ero in tuk tuk, ero in una lurida macchina grigia. Non ero con loro, ero con la mia amica Rachele. Non cercavo di andare al mac donald, provavo ad andare all'area city, in autostop di sabato notte a 15 anni. Quello che ci aveva raccattate ha tirato fuori l'uccello dai pantaloni. Ho guardato la mia amica negli occhi, è stata una frazione di secondo "Mettilo via! SUBITO" e lui lo ha messo via e ci ha portate all'area city e quando siamo scese dalla macchina lei ha vomitato e io mi sono messa a frignare. Poi lei mi ha detto "Grazie, ero in paralisi" e io ho preso il burrocacao che avevo in tasca e l'ho scagliato lontano. Tornata nel tuk tuk mi avvicino all'orecchio dell'autista "I have to go to Mac donald, drive me to mac donald or I will not pay AT ALL" con l'inglese più sbagliato ma più chiaro possibile. Ci porta da Mac donald, pago io la corsa, sono 150 baht -3 euro, gliene do 200 e lui mi dice che ci aspetta fuori per un pochino, sino a che non è sicuro che vogliamo davvero mangiare li! Io mi chiudo nel bagno e mi metto a frignare, la mano alla tasca, il burrocacao è sciolto.