Oggi mi è successa questa cosa strana che vorrei andare a raccontare ora ora prima che passi la notte a farmi dimenticare il sentimiento.
Se non c'è problema io parto a raccontare da ieri...se ancora non ci sta problema io parto anche a raccontare da un pochetto prima, facciamo che vi sto raccontando da quando vi son scivolata via da sotto gli occhietti belli e bon.
Passo in ufficio dei giorni duri, durissimi, son così duri questi giorni che mi sveglio alla mattina e già tengo la mascella in tiro. Non solo sono duri i giorni in ufficio, il vero colpo di grazia per me è quando in ufficio non sono che uno dice "bon ho finito, oro" invece poi non hai finito proprio per un cazzo, anzi ti arriva una mail sulla moretta e tu tiri giù un gran porco perchè non sei in ufficio a poter lavorare su quell'evento di cui hai letto la mail e sai già che l'indomani, non solo ti alzi con la mascella in tiro...ti alzi col famoso cazzo in culo e a ore 5,30, orario effettivo della sveglia della capitana, beh svegliarsi con un cazzo in culo non è bello soprattutto perchè sai che la giornata è lunga e ne arriveranno altri.
Passo dei giorni duri è il sunto.
Oggi è stato un mio giorno duro più duro.
Oggi a un certo punto, non per decisione, mi son resa conto che mi mancava il sorriso, verso i colleghi, verso gli amici, verso la vita. Stavo col mio muso duro a lavorare, come direbbe un mio amico "china sul fatturato" ...il mio muso era così duro che una mia collega mi ha detto "è così brutto?" e io le ho risposto "anche di più" e il sottinteso era che cercavo di farle un buon viso che non avevo.
Ho perso il sorriso per tutto è il sunto.
Oggi poi su skype, è successo che è venuta una persona a chiedermi di fare amicizia e io stavo incasinata sino alle doppie punte e ho pensato "ohmaghesborotuttiamiimatti" poi però questa amicizia non era una di quelle matte, era una di quelle che come me quando non ho i problemi di lavoro gli piace stare in compagnia e parlare anche di aria e ridere e gli piace anche far sorridere scopro io. Scopro perchè mi accorgo che a un certo punto mentre leggo quello che scrive, beh mi si smolla la mascella e mi vien da sorridere con gli occhi.
Vi racconto tutto bene che così sorridete anche voi che avete bisogno lo so, insomma questa amicizia a un certo punto mi dice che è sicuro come la morte che io abbia gli occhi verdi (n.d.erika.: nel mio skype c'è la mia foto che si vedono gli occhi per davvero non come qua e li lo vede anche stevie wonder che son verdi) e io allora che sono una di quelle che non da soddisfazione gli dico che potebbe essere ma che potrebbe anche essere che no e che magari si stia proprio sbagliando e che sia con gli occhi di colore blue. Allora questa amicizia per tutta risposta mi dice che se è così come dico io, beh allora mica è vero che sono italiana, dice che se è come dico io sono di una nazionalità diversa ad esempio sono turca.
Io oggi avevo un bisogno di sorridere che non si può spiegare è il sunto.
Ho sorriso, dopo la battuta di questa nuova amicizia, così taaaanto che poi mi sono rilassata e avevo le lacrime agli occhi, che avete presente quando vi tenete dentro il gran botto? ecco è stato il mio gran botto.
Questa nuova amicizia non lo sa che io sono la CptUncino...e anche lo sapesse non capirebbe perchè l'italiano non lo sa e l'inglese lo sa appena appena, diciamo che parla bene il francese si è capito.
Allora ho fatto quel titolo li.
Quel titolo li, il sunto, io non è che lo aime per davvero però mi ha fatta sorridere oggi che non era facile e mi ha pure fatto scrivere questa novella che vi farà un po' di compagnia mentre io sto a far lo zerbino.
sto fumendo una sigaretta, di quelle buone, seduta a questo bellissimo pc.
Ella fitzgerald mi canta "summertime" e io so che dopo ci sarà richard ashcroft ad allietarmi.
il muro davanti a me ha un sacco di immagini di donne appiccicate, sono tutte versioni di una Emma, una è emma bovary, una è emma watson, una è la emma che ho nella testa ma che deve ancora davvero nascere.
Mi sto concendendo del tempo che non ho.
Mi sto rilassando quando non posso.
Mi sto adagiando ma non devo.
Let's breake the night with colo(u)r, time for me me to move ahead.
Tesoro, che cerchi su google cosa fucking is going to happen se quando fumi ti fa male la pancia.
te lo dico io.
Ti caghi addosso.
E' così, la sigaretta ti stimola qualcosa nell'intestino che ti fa male la pancia ma se bene osservi è il male di pancia di quando devi fare le cacche.
Osservati. Stai ad osservarti.
Voglio prossimamente andare a lavorare in uno di quei posti che ti arrivano le domande sceme e tu rispondi con risposte serie. Sarà il mio prossimo core business.
Mi ricordo che quella volta avevo preso quel libro non per sbaglio ma quasi. Stavo cercando una roba leggera leggera da leggere in pulmetto. Una di quelle cose che anche se ti perdi dieci righe o dieci pagine perché sei distratto dalla vita poi non è che ce l'hai nel culo, puoi anche fare a meno di rileggere.
Insomma ho preso sto libro alla libreria toeletta che c'è vicino all'accademia delle belle arti, ero in pausa pranzo, l'ho pagato una puttanata perchè ho preso l'edizione da pulmetto quella economica che anche se rovini le pagine poi non tiri giù la madonna (ok io sono una di quelle che con i libri sarebbe precisina e seppur si tratti di edizione economica a me avere il libro stropicciato fa un'ansia diddio)
Sto libro mi son messa a leggerlo che era estate inoltrata di un po' di tempo fa e mi ricordo che quando l'ho iniziato ho attaccato a piangere che era una cosa grande, mi ha fatto venire in mente di quella volta che a otto anni la maestra mi aveva portata a vedere l'orso al cinema e io avevo pianto come un vitello quando alla mamma dell'orso gli è franata la roccia sulla testa (notare che era la mia prima volta al cinema e notare che la mia seconda volta al cinema è stata poi per forza di cose sei anni dopo e a vedere il silenzio degli innocenti che almeno stavo sicura che non avrei pianto). Insomma sto libro l'ho preso in mano e ho attaccato sta manfrina del pianto, oh ma pianto! ero una donna inconsolabile con il suo libretto da cinque euro e sessanta tra le gambe.
Quel libro poi per forza di cose mi ha un pochino presa, che io mi appiccico come la coccoina e provo affetto sincero per le persone sia che mi facciano ridere e sia che mi facciano piangere e sia che mi facciano incazzare e le prendo per buone così come sono e così ho fatto con il libro. Gli ho dato la promozione che si meritava e ho iniziato a leggerlo in divanata mentre il capitano si guardava le partite del milan. Quel libro ha iniziato a farmi ridere tantissimo, ma davvero tanto, ridevo così tanto che disturbavo i commenti tecnici di bergomi.
Qualche giorno dopo il libro mi ha ripreso la piega del pianto e poi di nuovo mi ha ripreso quella del riso, riso sino alle lacrime. A un certo punto ho realizzato che sia che ridessi sia che piangessi comunque quel libro mi faceva bagnare gli occhi.
Ho smesso di portare il libro in pulmetto perchè mi vergognavo della gente che mi vedeva.
Quello che più mi è piaciuto del libro, sarà che l'ho letto in un periodo emotivo, è il ricordo di me, io emozionatissima dal lato più profondo all'altro dell'emozione.
il libro colgo anche l'occasione per far notare il google books.
praticamente avevo la mamma che mi chiamava per dirmi che nel mio giorno libero esigeva la mia presenza a casa sua per pranzo, poi avevo il capitano tutto incazzato perchè diceva che ero sempre stanca morta. C'erano i miei amici che mi chiamavano e mi scrivevano per chiedermi se andava tutto bene che pareva che avessi un pochetti di problemi. Poi mi ricordo di questo famoso imprenditore e io che non riuscivo a beccare una pasticceria che facesse le pastine come le voleva lui e c'era uno che mi chiedeva di polpa di pesca bianca pronta per fare cocktail e io dicevo che venezia è la citta della pesca bianca si facesse lui la polpa ma questo l'ha presa di merda. Poi mi ricordo che uno mi ha fatto una lista lunghissima di richieste ma io percepivo che la lista mi era arrivata a sera inoltrata tipo le due di notte e che la roba la voleva per le 8 di quella stessa mattina e mi pareva che fosse impossibile allora mi ero svegliata alle tre per trovargli tutte le cazzo di cose. Mi ricordo di aver fatto tanti viaggi col pulmetto di cui non ho ricordo e mi ricordo di aver mangiato dei panini che mi portava qualcuno ma non sapevo mai chi portasse i panini. So che fumavo sigarette ma non le sono mai andata a comprare e le avevo sempre. Ricordo che ho ascoltato un sacco di musica, tipo i garbage e i no doubt e i nirvana e gli u2 e altri. Ricordo che ho litigato con un troione per delle posate di merda. Ricordo di aver visto passare centinaia di chili di carne e di pesce e di frutta e verdura solo che non sono vegana o quella cosa che fa impressione la frutta e verdura morta, allora sono rimasta impressionata si ma per lo più dalle anatre mute con la testa e le zampette. Ricordo che a un certo punto ho iniziato a capire cassi per stramassi e allora invece di avere perrier avevo veuve cliquot ma ricordo che quel giorno in particolare avevo la febbre. Ricordo di una lite furiosa con il capo per un mazzo di fiori di merda (da seicento euro actually ma di merda) e ricordo che avevo paura di non riemergere mai da quell'incubo li. Poi quando mi son svegliata, la sacra sindone di sudore sul lenzuolo ero tutta contenta, così contenta che son qui a dirlo quanto son contenta.
thank you for your effort.
kindly yours
(ghesborros.)
a me dispiace anche un pochetto per quelli che si son preoccupati che io non c'ero.
Poi non è che non ci fossi, ero cazzo qui solo che vi leggevo da distante, ed ero così distante che non riuscivo a dire fare e baciare.
Ora comunque son qui e si diceva?
si diceva nulla di che, come sempre.
la capitana sta bene e ha passato pure dei bei momenti, a ribolla gialla e gradini fuori di un pub, serate sul terrazzone e bbq in giardini, passeggiate in centro storico e gente che muove la testa a tempo di musica in piazza san marco.
Insomma sto bene...ho solo tanta voglia e tanto bisogno di ubriacarmi tutto qua.
oggi ho lavato venti euro in monete da cinquanta e un euro più una banconota da 5.
due accendini
l'auricolare del blackberry
un pacchetto di sigarette con dentro tre sigarette che però mi sono morte tutte alla centrifuga.
poi, anche un paio di magliette un telo mare una gonna e pantaloncini.
Ieri sono uscita (relativamente) tardi dall'ufficio. La stagione è ufficialmente iniziata e la testa ieri mi pesava tanto, avevo ancora addosso gli ordini e le voci e i clienti e insomma, avevo voglia di straviarmi prima di tornare a casa, di prendere aria.
Invece di andare al pulmetto vado verso il susy bar, è un bar veneziano con dentro i veneziani per i veneziani ed è a san basilio (aka san basilico). Andare a bere da sola non mi fa tristezza che io da sola me la cavo sempre, allora dico al tipo dietro al banco che voglio uno spritz e che lo bevo sul tavolino fuori.
Prendo un libro dalla borsa e inizio a sorseggiare uno spritz che secondo me mi han fatto troppo carico, ma l'ho vissuto come una benevolenza.
Dopo un po' che son li mi transita davanti il capitano che lavora li vicino, gli chiedo di sedersi e di bere una cosa con me. Stiam li un pochetto e si sta proprio bene, spritz patatine venezia aria fresca che era piovuto tutto il giorno.
Passa un collega del capitano, lo conosco, lo invito, entro e ordino stavolta tre spritz, il tipo del bar ce li porta fuori qualche minuto più tardi.
Scorgo il mi amico Ricki in lontananza che porta a spasso il cane, attraverso il campo di san basilio e gli dico "son seduta li, vieni a bere uno spritz?" presento tutti, entro e ordino 4 spritz.
Parliamo, beviamo, parliamo
Arriva una tipa che io non conosco ma Ricki si, allora la ferma e la fa sedere e io vado dentro a ordinare 5 spritz.
Il tipo del bar mi dice "erika ti me ne xonti uno aea volta?" (me ne aggiungi uno alla volta)
Il mio libro è nella borsa da mo.
Passa uno che conosciamo tutti ma non è amico di nessuno, ci saluta e io entro a ordinare sei spritz.
Poi sono andata a casa, felice e contenta.
a parte che a Venezia ho capito che è impossibile leggere un libro da sola io resto felice e contenta.
Quella volta mi son venuti a prendere a scuola, ero in quinta elementare. Mi ricordo che volevo andare a casa invece poi mi hanno portato dalla zia. Sta bene perchè dalla zia avevo i cuginetti e mi divertivo sempre con loro (in seguito coi cuginetti mi son divertita anche più del necessario ma insomma non era questo il post.)
Mentre stavo dai cuginetti mi ricordo che il papa' ha telefonato, che non si sapeva se chi arrivava era un maschietto o una femminuccia e mi ricordo che papa ha detto che il primo urlo che hai lanciato significava "un minuto che sono al mondo e già mi avete rotto i coglioni tutti"
Poi oggi son passati vent'anni e io ne avrei di storie da raccontare su di te...tante troppe, anche di quelle imbarazzanti che ci teniamo in genere solo per gli intimi (io che do fuoco alla cucina e tu che dai fuoco al garage...sempre in bolla) (io che vado al pronto soccorso per varie e tu che in contemporanea stai di merda per altre cose...sempre in bolla) (sempre in bolla che i problemi a mamma e papa almeno glieli procuriamo tutti assieme)
ecco.
Buon compleanno Andrea.
Quelle precisine, perfettine, sempre attente a fare bene in ogni quando e in ogni dove.
Quelle che pagano le bollette un paio di giorni prima della scadenza. (l'onesta evoluzione della bolletta è l'addebito diretto sul c/c che così si è ancora più sicuri che venga pagata.)
quelle che rispondono sempre alle mail, a tutte le mail, anche a quelle che non serve rispondere.
quelle che rispondono a tutti gli sms
quelle che richiamano quando trovano la chiamata persa anche se non conoscono il numero.
quelle che vanno a letto in quasi orario alla sera e che poi al mattino suona la sveglia e non sono felici, poi però si alzano per andare a lavoro che son già le 5,30.
quelle che se l'abbonamento del pulmetto è scaduto si vergognano e comprano un biglietto anche se è il primo del mese e non sarebbero in rischio multa.
quelle che non hanno mai rubato alla standa.
quelle che non urlano.
quelle che non incrociano le braccia.
quelle che ti sorridono sempre che non è giusto che paghi tu se loro sono arrabbiate.
quelle che ti vengono incontro.
quelle che se distruggono un'aspettativa la vivono male.
quelle...
quelle sono un po' io.
poi ogni tanto tranquilli che sbrocco.